RITRATTO DI UN PRESIDENTE L'AVV. ALDO BONOMO L'UOMO CHE GUIDAVA LA FININVEST GIOVANNI BONOMO TRACCIA UN RITRATTO DEL PADRE ![]() " Un uomo giusto con una dirittura morale severa unita ad una grande umanità tracciò i primi solchi della legittimazione della televisione privata in Italia" | |
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Un uomo giusto con una dirittura morale severa unita ad una grande umanità tracciò i primi solchi della legittimazione della televisione privata in Italia e approdò infine, con la stessa umiltà con cui ha sempre profuso soluzioni geniali grazie ad una fantasia giuridica brillantissima, alla carica di presidente di un gruppo industriale formatosi proprio sulla base delle vittorie giudiziali in difesa della libertà di trasmettere e di diffondere il libero pensiero. Di mio padre terrò sempre in mente l’operosità, il coraggio, il rispetto dell’avversario, la magnanimità, la generosità. Pur non avendo la sua grande intelligenza, ho sempre avuto con lui quell’affinità intellettuale che mi permetteva di condividerne l'ingegno nella redazione degli atti. In questo mi ha certamente giovato, per lascito genetico, l’intelligenza della geniale (non giurista ma letterata) madre Lorenza Franco. Aldo Bonomo seppe sempre arginare le richieste che non riguardassero la professione, a tutela dell’impresa cliente e rappresentata, e per sua bonomia - nomen omen - donò i suoi preziosi consigli e pareri a tutti ottenendo la stima ed il rispetto sia dagli assistiti che dagli avversari. |
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Ha lasciato un marchio indelebile di purezza intellettuale che vorrei fosse sempre ricordato insieme al suo austero ritratto, perché la presentazione dello studio in rete (bonomonline.it ), che con grande fatica ho terminato il 13 agosto 2005, nel periodo più doloroso delle cure che io e mia madre gli prestammo nella casa di Ponte in Valtellina, segna il mio estremo atto di amore per lui e per la professione. Nel mese di marzo di quest’anno mio padre mi propose un’ambiziosa opera, chiedendomi più volte se me la sentissi di compierla, trattandosi del commentario all’approvando codice della radiotelevisione, testo normativo che organizza attorno alla legge 112/04 le precedenti disposizioni legislative non abrogate ma soprattutto i numerosi provvedimenti regolamentari dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, a partire dal regolamento sul digitale terrestre. La parte che mi competeva erano gli articoli sulle sponsorizzazioni ed sulle televendite, già oggetto di tante battaglie dell’impresa cliente in nome della legittimazione della pubblicità quale principale risorsa economica del sistema radiotelevisivo italiano. Nel mese di giugno 2005 mio padre, quando i primi sintomi della malattia si manifestarono con un progressivo calo della vista, poté solamente apprezzare il dattiloscritto in bozza, e ora ho il rammarico che non possa più avere la soddisfazione di leggerlo nel commentario, appena pubblicato da Giuffrè ed. con il titolo La televisione digitale, a cura di V. Zeno-Zencovich, E. Poddighe e A. Frignani. Il mio commento è stato anticipato nella pubblicazione dalla rivista Il Diritto di Autore n. 3 - 2006 p. 326 - 358 dello stesso editore. Non sarà questo certamente l’ultimo scritto con il quale adempirò la promessa che feci a mio padre di impegnarmi al massimo nella professione di avvocato. Sì, papà, te lo prometto, ciao papà. Giovanni Bonomo (settembre 2006) Nota biografica Nato a Torino e vissuto a Sondrio, classe 1929, Aldo Bonomo si laurea in giurisprudenza a Milano e diviene uno degli avvocati più esperti nel diritto d’autore. Dagli albori nel 1978 con Telemilano, fino a Canale 5, Italia 1, Retequattro, è l’avvocato delle tv libere nel contenzioso che riguarda soprattutto la cruciale interconnessione, ossia la possibilità di trasmettere in contemporanea su tutto il territorio nazionale anche per i c.d. network privati. Con la prima legge n. 10/85 di conversione della decretazione d’urgenza e di riconoscimento di un fenomeno di interesse nazionale, e poi con la legge Mammì del 1990, che sanciva il riconoscimento del sistema radiotelevisivo misto pubblico-privato, ebbe fine il far west dell’etere, o wild west come altri ebbero a definire quel periodo di caotico accaparramento di frequenze in una situazione di vuoto legislativo. Divenuto ormai noto uno dei massimi esperti di diritto in campo radiotelevisivo, Aldo Bonomo resta consulente di Fininvest e, in coincidenza con la riorganizzazione del gruppo dopo l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi, nel 1994, diviene consigliere d’amministrazione di Mediaset, ivi restando fino al settembre 1996, anno della quotazione in borsa. Nel giugno 1995 entra nel consiglio di amministrazione di Publitalia ’80. Nel luglio ’96 subentra a Fedele Confalonieri, che lascia la presidenza della Fininvest per dedicarsi interamente a Mediaset. Muore nel 2005 presso l’ospedale di Sondalo, dopo una terribile malattia alleviata solamente dalle amorevoli cure della consorte Lorenza Franco e del figlio Giovanni. Tutti i contenuti di questa pagina sono distribuiti sotto licenza Creative Commons Attribuzione - Condividi allo stesso modo 3.0 Unported (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/deed.it) | |
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